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L'Ilva e la procedura di infrazione europea

In un comunicato stampa l'Ilva parla di "presunta procedura di infrazione" aperta dalla Commissione Europea. Precisiamo che la procedura europea di infrazione è stata aperta e che non è un'ipotesi presunta.
31 gennaio 2009 - Peacelink (Alessandro Marescotti & Biagio De Marzo)

Emilio Riva
In un comunicato stampa l'Ilva parla di "presunta procedura di infrazione" aperta dalla Commissione Europea. Precisiamo che la procedura europea di infrazione è stata aperta e che non è un'ipotesi presunta. Ecco come la Commissione Europea ha risposto ad un cittadino che si era rivolto ad essa per la questione ILVA.

Tale lettera è stata rigirata a PeaceLink da Andrea D'Ambra. Chi è il promotore di questa iniziativa? E' quel ragazzo che ha promosso l'iniziativa per abolire i costi di ricarica telefonici.

Scrive di se stesso:"Mi chiamo Andrea D'Ambra e sono il promotore della petizione per l'abolizione dei costi di ricarica, 23 anni, studente in Scienze Politiche all'università Federico II di Napoli. Sono il "cittadino Italiano" di cui Beppe Grillo parla per la prima volta nel suo post del 10 Maggio 2006 sul suo blog e ancora il 28 Settembre 2006, il 19 Novembre 2006 e l'11 Gennaio 2007 ospitando una mia lettera".

Per altre info http://dambra.wordpress.com

Preghiamo i giornalisti di riferire quanto qui di seguito è esposto dalla Commissione Europea. E' chiaro che la procedura è aperta nei confronti dell'Italia, ma ciò nulla toglie alla gravità della questione che è relativa all'inquinamento dell'Ilva.

COMMISSIONE EUROPEA
DIREZIONE GENERALE AMBIENTE
Direzione C - Cambiamento climatico e qualità dell’aria
Env.c.4 - Emissioni industriali e protezione dello strato di ozono

Bruxelles, 24 Nov 2008

Oggetto: risposta alla lettera di informazioni in merito all’acciaieria ILVA di Taranto, Italia

Gentile Sig D’Ambra,

La ringrazio della Sua lettera del 22 Ottobre 2008 e delle informazioni sull’acciaieria ILVA di Taranto, che abbiamo letto con la massima attenzione.

L’allegato I della direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (di seguito “direttiva IPPC”) elenca le categorie di attività industriali rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva. Si tratta di impianti per la produzione e trasformazione dei metalli, quali gli impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici, compresi i minerali solforati (punto 2.1), gli impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria, compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all’ora (punto 2.2) e di impianti destinati alla trasformazione dei metalli ferrosi (punto 2.3à. Anche le cokerie rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva IPPC (allegato I, punto 1.3).L’impianto dell’ILVA S.p.a. di Taranto s volge tutte queste attività.

La direttiva IPPC dispone che gli impianti rientranti nel suo ambito di applicazione siano tenuti a operare conformemente ad autorizzazioni che includono valori limite di emissioni basati sulle migliori tecniche disponibili (le cosiddette BAT, Best Available Techniques). La prevenzione o la riduzione delle emissioni nell’aria, nell’acqua o nel suolo deve pertanto essere oggetto delle autorizzazioni ambientali rilasciate conformemente alla direttiva IPPC. Gli impianti esistenti, ossia gli impianti già in servizio prima del 30 Ottobre 1999, dovevano essere messi in conformità ai requisiti della direttiva IPPC entro il 30 Ottobre 2007.

La informo che sulla base delle ultime informazioni ricevute dalla Commissione, l’ILVA S.p.a. non ha ancora ottenuto l’autorizzazione integrata conformemente alla direttiva IPPC.

In merito alla mancanza di progressi nelle procedure di autorizzazione in Italia, compreso il caso dell’impianto dell’ILVA S.p.a., l’8 Maggio 2008 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. La risposta dell’Italia alla lettera di messa in mora è attualmente all’esame.

Qualora fosse necessario, la Commissione prenderà tutte le misure del caso per proseguire la procedura di infrazione a carico dell’Italia per assicurare il recepimento e l’applicazione integrali della direttiva IPPC.

Distinti Saluti
Marianne WENNING
Capo Unità

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